- I
sogni ad occhi aperti
- Il presente mai lontano da
qui
- La guerra
- La meditazione
- Libertà individuale
- Paura di vivere
- Obama
- Paura africana
- Crisi economica?
- Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te
- La questione del libero arbitrio
- Azione non egoica
- Minimo storico della coscienza
- Libertà di pensiero
- Lo spazio nel tempo del vivere
- Apocalisse desiderata!
- Futuro immediato
Se usi Google Chrome clicca qui per iscriverti
Futuro immediato
Preferiamo la dotta ignoranza, di Socratica memoria, al certo sapere di molti tecnocrati contemporanei. Sentiamo la mancanza di quella preparazione al dubbio, di quella capacità di interrogare e di argomentare in maniera autonoma, vogliamo che i nostri scienziati non soffrano di quella “ignoranza umanistica” che priva la loro consapevolezza di una visione completa.
Preferiamo dunque l’Uomo che pur dotto e specializzato non sia solo “specializzato”, ma abbia anche la base umanistica necessaria a comprendere, nel bene e nel male, le azioni che compie e ciò per cui lavora. E’ sbagliato e ne pagheremo le conseguenze, promuovere solo ciò che appare a prima vista “utile”, “produttivo”, “economicamente vantaggioso”, poiché in questo modo si formeranno legioni di tecnici stupidi e di scienziati ignoranti.
E’ quindi così che i più vedono la loro evoluzione personale, qualcosa che deve essere utile e produttiva, qualcosa che deve portare vantaggi economici; perché altrimenti sforzarsi a crescere? Non sarà forse più giusto e umano puntare a quella vita dignitosa che faceva distinguere a Primo Levi fra i “sommersi e i “salvati”? Quella dignità che nemmeno gli estremi soprusi di un campo di concentramento svilisce nell’Uomo, quell’alzare il senso dell’esistere, che non è certo il cercare di sopravvivere ad ogni costo, costi quel che costi.
Sembrerà dunque anacronistico parlare di preparazione al dubbio e al libero arbitrio - che chi è abituato a cercare se stesso scandalosamente “senza motivo”, conosce intimamente - per creare le condizioni e per affrontare le sfide del futuro, ma noi siamo certi che si debba tornare a questo per poi andare nella scienza per l’Uomo, nella tecnologia per l’Uomo.
Fondamentale e fondante sarà nei prossimi decenni formare i giovani unendo sempre le scienze umanistiche alla tecnica, dando sempre una base di ragionamento e sensibilità, altrimenti vincerà inevitabilmente la paura, l’emergenza che chiama emergenza, la violenza dell’ignorante che non sa leggere né se stesso, né gli altri. Vincerà l’egoicità e sappiamo bene che questo produce da sempre un solo effetto: “guerra”.