Giu. '11 - Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Mar. '11 - Roberto Calasso
Ott. '10 - Albert Camus
Lug. '10 - Jiddu Krishnamurti
Mag. '10 - Piero Paolicchi
Apr. '10 - Roland Barthes
Mar. '10 - Benjamin Libet
Feb. '10 - Karl R. Popper
Gen. '10 - Rudyard Kipling
Dic. '09 - Friedrich Nietzsche
Nov. '09 - Kahlil Gibran
Ott. '09 - Alexander Lowen
Set. '09 - Giorgio Gaber
Lug. '09 - Erich Fromm
Giu. '09 - G. I. Gurdjieff
Mag. '09 - Primo Levi
Apr. '09 - Umberto Galimberti
Mar. '09 - Osho Rajneesh
Feb. '09 - Carl Gustav Jung
Carl Gustav Jung
In un periodo della storia umana in cui tutte le energie disponibili vengono spese nello studio della natura, ben poca attenzione è dedicata all'essenza dell'uomo, cioè alla sua psiche, benché non poche ricerche siano condotte intorno alle sue funzioni inconsce. Eppure la zona veramente complessa e meno familiare della mente, quella da cui scaturiscono i simboli, resta tuttora praticamente da esplorare. Sembra quasi incredibile che, pur ricevendone segnali ogni notte, la decifrazione di queste comunicazioni sembri compito ingrato e fastidioso per la maggior parte di noi, pochissimi esclusi. Il maggior strumento di cui dispone l'uomo, la psiche, è oggetto di scarsa attenzione e viene spesso disprezzato e considerato vano. « E’ solo una questione psicologica » molto spesso significa semplicemente: non vale nulla……
…… Noi non abbiamo più il diritto di considerarci tanto onnipotenti da porci come giudici dei meriti o dei demeriti dei fenomeni naturali. Noi non fondiamo più la botanica sull'antiquata divisione fra piante utili e piante inutili, o la zoologia sull'ingenua distinzione fra animali inermi e animali pericolosi. Eppure continuiamo a trastullarci col concetto che la coscienza rappresenti il senso e l'inconscio il non senso. In sede scientifica una opinione come questa verrebbe subito scartata per la sua ridicola inconsistenza. Forse si può dire che i microbi abbiano o non abbiano senso?
Brani tratti da Carl Gustav Jung “L’uomo e i suoi simboli” edizione Tea 1992