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Osho Rajneesh

Aspetta sempre il positivo. E non ti sto suggerendo la repressione. Non di­co: reprimi il negativo. Dico: guarda il negativo. Ricorda la differenza fra queste due cose: c'è una tremenda differenza. Non dico: caccia giù il ne­gativo, siediti ci sopra, dimenticalo, opponiti al negativo. No, non sto di­cendo questo. Non sto dicendo: quando sei arrabbiato, sorridi. Quel sor­riso è falso, brutto, artificiale. Non sorridere quando sei arrabbiato. Chiu­diti nella tua stanza. Mettiti di fronte a uno specchio e guarda la tua faccia adirata. Non c'è bisogno di mostrarla a nessun altro: è una cosa tua, è la tua energia, è la tua vita. E devi saper aspettare il momento giusto. Conti­nua a guardarti nello specchio, guarda la tua faccia paonazza, gli occhi iniettati di sangue, guarda l'omicida in te. Hai mai pensato che ciascuno si porta dentro un omicida? Anche tu ti porti dentro un omicida. Non pensa­re che l'omicida esista solo da qualche parte fuori di te, che l'omicida la qualcun altro, che sia uno che commette un omicidio. No. Tutti hanno in sé la possibilità di commettere un omicidio. Hai in te l'istinto suicida. Guardati nello specchio. Questi sono i tuoi climi interni, devi fare la loro conoscenza. E parte della crescita verso la conoscenza di sé. Dai tempi di Socrate ai giorni nostri hai sentito ripetere: "Conosci te stesso". Questo è il modo di conoscere te stesso. Conoscere se stessi non significa sedere In silenzio, ripetendo internamente: io sono Brahman, io sono l'anima, io sono Dio, io sono questo o quest'altro, tutte sciocchezze. Conoscere se stessi significa conoscere tutti i propri climi, tutte le proprie possibilità: l'assassino, il peccatore, il criminale, il santo, la virtù., il dio, il diavolo; conoscere tutti i climi, l'intera gamma delle possibilità.

Conoscendola scoprirai dei segreti, delle chiavi. Vedrai che l'ira non può durare per sempre. Non hai mai fatto la prova. Prova! Se, quando sei so­praffatto dall'ira, non fai nulla, cosa succede? Forse che l'ira può restare in te per sempre? Nulla resta per sempre. La felicità viene e se ne va, l'in­felicità viene e se ne va. Non vedi che è semplicemente la legge delle co­se, che ogni cosa muti? Non vi è nulla di permanente. E allora perché aver fretta? Così come è venuta. l'ira se ne andrà. Aspetta, abbi un po’ di pa­zienza. Limitati a guardarti nello specchio e ad aspettare. Lascia che l'ira ti riempia, lascia che stravolga la tua faccia in una smorfia omicida, ma aspetta. Guarda. Non reprimere e non agire. Non agire, e presto vedrai la tua faccia ammorbidirsi, gli occhi farsi più dolci, l'energia cambiare, il maschio mutarsi nella femmina. E presto ti sentirai pieno di luce: la stessa vampa di rossore che era l'ira ora è divenuta una sorta di luminosità di grande bellezza, che aleggia sul tuo volto, nei tuoi occhi. Ora esci. E’ il momento di agire. Agisci quando sei in uno stato di positività. Ma non cercare di sollecitare la positività: lascia che si sviluppi da sé. Questo è quel che intendo con: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.

Brani tratti dalla Collana Rajneesh, opuscolo n.4  “Quell'oscuro intervallo è l'amore" edizioni Re Nudo - maggio 1979